Giunti al punto
Milano porto di mare. La poesia e la città
Dalla Roma di Mecenate alla Firenze dei Medici, dalla Parigi dei poeti maledetti - «città brulicante, città piena di sogni, / dove gli spettri in pieno giorno adescano i passanti» la definiva Baudelaire - all'Alessandria d'Egitto di Kavafis, le città hanno sempre esercitato una speciale attrattiva sui poeti in cerca di esperienze, pane e gloria. Proprio attraverso la voce dei poeti Luca Mastrantonio ci racconta la Milano di ieri e quella di oggi, «città aggiornata, immensa scuola ove tutto, strade, vetrine, cassette per i rifiuti, impartisce lezioni di cose», per dirla con Savinio. E ce la racconta da una prospettiva particolare, quella della città lombarda come "porto di mare". Ben pochi, si vedrà, sono infatti i poeti nati e vissuti a Milano, moltissimi invece quelli che vi approdano per i più svariati motivi, vi soggiornano per brevi o meno brevi periodi, la amano, la patiscono. Ma comunque ne riportano un segno profondo. «Milano emancipa e schiavizza - scrive il curatore -, eccita
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Aggiornato il 26/09/2026
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