Acqua che porta morte. Genova, 1953. Due cadaveri per il Becchino
La mattina del 21 settembre 1953 Genova si sveglia sommersa da acqua e fango. Il torrente Bisagno è uscito dagli argini allagando i quartieri di Staglieno, Borgo Incrociati, San Fruttuoso, Brignole e arrivando fino a lambire la centrale via XX Settembre. Impigliati tra i detriti portati dall’acqua, sotto i piloni di Ponte Castelfidardo, due cadaveri stanno per essere recuperati dai vigili del fuoco allertati dai cittadini, ma qualcosa attira l’attenzione dei militi. Uno di loro ha scorto una ferita sospetta su uno dei corpi. Le operazioni di recupero vengono sospese e viene chiamato sul posto dal vicino commissariato di San Fruttuoso il commissario Marino De Luca che chiede l’aiuto del collega e amico Damiano Flexi Gerardi, meglio conosciuto con il soprannome di “Becchino”. Si aprirà l’indagine più delicata e difficile della loro carriera. Il compito per il Becchino sarà reso ancora più arduo dall’essere costretto a indagare in un contesto inusuale per lui: il mondo proletario di una f
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