Pontormo. Diario
Firenze, 2014, Mandragora. Cm. 13×18, pp. 119, ill. in nero n.t., ril. mezza tela Ormai sessantenne, Jacopo Carucci, detto il Pontormo, decise di iniziare a tenere un diario la domenica di Pasqua del 1554, annotando sia i dettagli relativi alla sua salute, sia i progressi nei suoi affreschi, sia soprattutto le sue abitudini aliment. . Scoperto nel 1902 e conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze all’interno del codice Magliabechiano VIII 1490, il documento noto come “diario” o “libro mio”, scritto negli anni 1554-1556 in cui l’artiera impegnato nell’affrescatura del coro della Basilica di San Lorenzo, ha svolto un ruolo centrale nella ricostruzione della sua personalità. Il diario è suddiviso in due parti: una costituita dal vero e proprio libro di ricordi che il pittore tiene dal 7 gennaio 1554 al 23 ottobre 1556, una più breve denominata comunemente “Prescrizioni e ricordi” in cui si dann. consigli per avere cura della salute Il testo, che documenta l’eccezionale ricc
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