CAVALLINI Il direttore d’orchestra. Curci
In una sala da concerto o in un teatro, un gruppo più o meno numeroso di persone accorda gli strumenti, chiacchiera e scherza; in sala un folto pubblico si siede, conversa, sistema i paltò, tossisce, si scambia i saluti, sfoglia i programmi di sala. Ad un certo punto avviene qualcosa di rituale, di magico: un solo uomo fa il suo ingresso, attraverso il palcoscenico e sale sul podio; il teatro prima applaude e poi zittisce. Costui alza una sottile bacchetta e il silenzio si fa assoluto. Dal caos ecco nascere l’ordine e la disciplina. Theodor W. Adorno, Introduzione alla sociologia della musica, (1962), Einaudi, Torino, 1971. Fautore di un’idea interpretativa irripetibile, arbitro del suono di ogni strumento, curatore delle fasi tortuose che precedono il momento magico dell’esibizione, il direttore d’orchestra è una figura iconica dotata di una valenza culturale che oltrepassa i limiti della musica. Tuttavia, le orchestre non hanno sempre avuto una guida unitaria e la professione del dir
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Ottieni indicazioniAggiornato il 10/06/2026
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