Il Dissonante Operoso. Adriano Banchieri, dotto e singolare musicista bolognese. Pendradon
Un amabile giro di vite che si apre un varco nel duro legname del passato: questo passato è la Bologna del Cinque-Seicento, la sua cultura e pittura, la sua altera musica sacra e la sua disinvolta poesia da piazza, tutt’attorno a una figura quasi inafferrabile come il Banchieri; e quel giro di vite, quel Turn of screw per dirla con Benjamin Britten o quel “cacciavite” per dirla (forse) con Banchieri stesso, è il libro qui presente. Invero inafferrabile è don Adriano, con il suo buffo e goffo pseudonimo di Camillo Scaligeri dalla Fratta. Frate vissuto a Bologna, nel convento di S. Michele in Bosco, fra il 1568 e il 1634, amico di maestri di cappella come il Giacobbi (in S. Petronio) e il Monteverdi (in S. Marco), cosa non ha detto, scritto, trattato, composto, suonato e cantato il Banchieri? Commedie che fanno ridere, messe che accompagnano la liturgia, metodi che istruiscono i giovani organisti, infine canzonette e madrigali in quantità che scherzano con sciocchezze di vecchi, astuzie
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Ottieni indicazioniAggiornato il 10/06/2026
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