Tiziana Terenzi
Cubia
In gergo navale gli “occhi di cubia” indicano il foro che si trova nella zona della prua della nave, attraverso cui passano sia la catena dell’ancora che le cime d’ormeggio. Le cubie erano presenti sin dall’antichità, utilizzate dai Romani sui “trabaccoli”, cioè dei piccoli velieri usati sia per trasportare persone che per pescare nella zona dell’alto Mare Adriatico. Attorno alle cubie, i fori dove passano le catene dell’ancora, venivano dipinti dei cerchi concentrici, che ricordavano la forma degli occhi. Venivano disegnati questi occhi sulla prua della barca in quanto si pensava che gli occhi potessero guidare la barca e la navigazione lungo le giuste rotte, schivando insidie e pericoli. Questa tradizione si è tramandata nel tempo fino ai giorni d’oggi. Nella nostra città natale Cattolica, terra di mare, per ricordare e celebrare queste antiche tradizioni marinaresche, gli occhi di Cubia sono diventati l’emblema della città. Cubia è un simbolo apotropaico della buona sorte, per prote
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